Moira si sta svegliando. Per qualche chissà quale motivo, ha deciso che finalmente oggi si sente abominevole abbastanza da iniziare a scrivere questo blog (grazie A/I e Noblogs <3). Non sembra, però, aver capito come funzioni un blog, né tantomeno cosa farne. Ha semplicemente deciso di farlo, di iniziare da qualche parte, di buttare giù qualcosa (o tutto). Ha deciso di farlo perché si sente abominevole, e la natura dellə abominevoli è quella di fare le cose senza pensarci troppo, visto che ci hanno già pensato troppo. Chissà, magari prima o poi altrə abominevoli leggeranno il blog di Moira.
Domenica scorsa ho riportato in biblioteca il libro di cucina Ferment, di Kenji Morimoto (Pan Macmillan, 2025). Sfogliandolo, mi ero decisa a iniziare questo blog cercando in qualche modo di associare la fermentazione a una specie di archivio trans* non definito e non definibile (già la denominazione di “archivio” è molto dubbia). Il problema, se così si può dire, è stato l’aver ritirato il libro verso metà dicembre, aver lasciato il libro in un paese mentre ero in un altro per Natale, e poi non aver avuto voglia di iniziare nessun progetto preso dal libro negli ultimi giorni rimasti. Continuavo a ripetermi che avrei facilmente rinnovato il prestito, tanto chi mai avrà voglia di leggere questo libro sulla fermentazione proprio ora? Qualcuno aveva voglia. E allora domenica scorsa ho fatto delle foto alle ricette che più mi ispiravano, e ho riportato tristemente il libro in biblioteca.
È chiaro che non ho ancora la minima idea di come collegare veramente la fermentazione e l’essenza trans, ma prima o poi qualcosa ne uscirà fuori. Sento che ci sono tante idee e tante immagini e tanti (troppi) barattoli e tante voglie di fare che ribollono, che non riescono a stare ferme, che… fermentano. Per il momento, il piano è quello di scrivere cose e poi infilarci descrizioni di sottaceti e fermenti vari che provo a realizzare, a volte con discreto successo. Visto che le cose si iniziano bene, il primo barattolo che descrivo non l’ho nemmeno riempito io.
In coppia spesso si condivide tutto. L’amore per l’aceto e per la fermentazione non è una di queste cose, ma l’amore è capace di superare tutto. È così che si arriva alla telefonata tra me e ***, nella quale cerco di indicarle la via al capitolo di Ferment che Morimoto dedica ai sottaceti, preparazioni relativamente veloci che si prestano ad essere realizzate anche quando se ne ha una voglia immediata. E io avevo una voglia immediata di carote sottaceto per guarnire la nostra cena, ma non ero a casa; *** sì.
- Problema numero 1: il capitolo sui sottaceti si chiama Pickling, invece che l’espressione ormai domestica che io e *** usiamo per riferirci a carote e cipolle sottaceto preparate in un pomeriggio, ovvero quick-pickles. Il tempo continua a scorrere, e la cena si avvicina.
- Problema numero 2, che in realtà è numero 0: *** odia i cetriolini, i sottaceti, (tanti) sottoli, e soprattutto i fermentati. Siamo arrivatə al paradosso (cit.). Come posso costringere *** a navigare un intero libro con copertina rigida che parla solo di fermentazione, di sottaceti, di imbarattolamenti vari e di come mangiarli? Come posso poi implorarla di preparare una delle ricette descritte, soprattutto una che includa l’aceto, sua grande nemesi? Perlopiù scaldato nel pentolino, a farlo rilasciare tutto il suo aroma???
- Soluzione inaspettata: *** non trova il capitolo sui sottaceti, ma prende l’iniziativa. Cerca una ricetta online, e ne sceglie una che “la ispira”. La sorpresa (e l’attrazione) mi pervade, e lascio fare. A cena trovo un barattolo con carote tagliate alla julienne e tre foglioline di alloro immerse in un afrodisiaco (per me) liquido trasparente, con qualche tinta giallognola; meglio dire dorata.
Io e *** stiamo insieme da prima che fossi io. La mia transizione non esiste e non esisterebbe se non fosse per la nostra coppia, prescinde il genere di coppia percepito che ci veniva affibbiato qualche anno fa, e che alcunə persistono ad affibbiarci. Conosco coppie T4T e non, coppie trans* omosessuali e non, ma non conosco tante persone trans che sono rimastə insieme allə partner durante la transizione; per fortuna io sono una di queste. Sono eternamente grata a *** per essere rimasta con me nel mio diventare ed esprimermi abominevole, e per essere abominevole con me. E le sono grata per il barattolo di carote sottaceto che abbiamo mangiato insieme a cena, perché alla fine, come ho detto prima, l’amore è capace di superare tutto, anche l’astio per l’aceto. Senza esagerare.
Non voglio dire che noi siamo migliori perché siamo rimaste insieme, assolutamente. Però… però facciamo parte delle diverse espressioni non etichettabili di identità e genere in condivisione, perché nessunə può definirsi se non in relazione ad altrə. E noi non ci etichettiamo, ma le nostre identità sono ormai fuse, proprio come tutti gli elementi si infondono a vicenda in un barattolo, se hanno abbastanza tempo da passare insieme. Prima, *** era una persona. Prima, io ero una persona. Prima, le carote erano solo carote. Prima, l’alloro era solo alloro. Prima, l’aceto era solo aceto. Adesso, sono un entità indissolubile e deliziosa in costante evoluzione, le carote saranno sempre più buone, l’aceto sarà sempre più infuso di sapori, e io nel tempo sarò sempre più io, così come *** sarà sempre più ***(anche se queste carote nello specifico sono durate molto poco). La transizione che stiamo facendo è diversa, ma in fondo è la stessa.
Comunque alla fine le carote sottaceto erano veramente buone, perfette per guarnire la nostra cena di tacos. E in tutto questo mi sono dimenticata anche che nei tacos abbiamo messo la salsa piccante, un altro fermentato fatto sempre in condivisione qualche settimana prima. Ormai le metafore e i collegamenti sono già fatti, e il romanticismo del primo post associato al primo barattolino senza la mia firma è stato proclamato, quindi ignorate la salsa e fate finta di niente. Buon appetito carə abominevoli!
Ingredienti

Ferment, K. Morimoto (Pan Macmillan, 2025)

La citazione “siamo arrivatə al paradosso” è tratta da:
Niente di vero, V. Raimo (Einaudi, 2022)

Per le carote:
2 carote alla julienne
1/2 acqua
1/4 aceto bianco
1/4 aceto di riso
1 cucc.no fish sauce
1 cucc.no zucchero
1 cucc.no sale
3 foglie di alloro